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Fondo Starter Emilia-Romagna 2026: guida completa per nuove imprese e startup

Chi ha avviato un’attività autonoma sa bene quanto i primi anni siano delicati. Ci sono investimenti da fare, processi da organizzare, strumenti da acquistare e spesso anche una struttura aziendale ancora da consolidare. In questo scenario, il Fondo Starter Emilia-Romagna rappresenta una delle opportunità più interessanti per chi cerca finanziamenti agevolati sul territorio regionale, dedicati a nuove imprese, startup e professionisti.

Il bando è pensato per sostenere progetti di crescita, innovazione e consolidamento, offrendo un finanziamento a condizioni vantaggiose che può coprire fino al 100% del progetto presentato. Per questo motivo, tra i principali incentivi per le imprese in Emilia-Romagna, il Fondo Starter merita particolare attenzione.

Cos’è il Fondo Starter Emilia-Romagna

Dal punto di vista tecnico, l’agevolazione si concretizza in un mutuo a tasso agevolato, con una componente pubblica a tasso zero e una componente bancaria a tasso convenzionato. Questo rende la misura particolarmente interessante per chi ha bisogno di investire ma vuole contenere il peso finanziario dell’operazione.

A chi è rivolto il Fondo Starter

Starter Emilia Romagna si rivolge a micro e piccole imprese con sede in Emilia Romagna, costituite da non oltre cinque anni, alla data di presentazione della domanda.

Possono accedere anche soggetti con sola iscrizione al REA e liberi professionisti, sempre a condizione che l’attività sia iniziata da non oltre cinque anni.

Requisiti principali

micro e piccole imprese, costituite da non oltre 5 anni

 soggetti iscritti al REA e liberi professionisti attivi da non oltre 5 anni

unità locale in cui realizzare l’investimento, attiva in Emilia-Romagna

attività principale rientrante nei settori ATECO ammessi dal fondo

esclusione delle imprese in difficoltà

Uno degli aspetti più importanti riguarda la sede del progetto: non è obbligatorio avere sede legale in Emilia Romagna ma è necessario che l’impresa che intende accedere al fondo, abbia una unità locale in Emilia-Romagna, che questa sia oggetto dell’investimento da realizzare e che risulti attiva prima dell’erogazione del finanziamento.

Settori ammessi

Seppur l’agevolazione riguardi un’ampia platea di imprese, non tutte le attività economiche sono ammesse. Il Fondo Starter Emilia-Romagna riguarda infatti soggetti che operano, come attività principale, in specifiche sezioni della classificazione ATECO 2025, tra cui:

●  attività estrattive (Sezione B)

●  attività manifatturiere (Sezione C)

●  fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (Sezione D)

●  fornitura di acqua e gestione rifiuti (Sezione E)

●  costruzioni (Sezione F)

●  commercio (Sezione G)

●  trasporto e magazzinaggio (Sezione H)

●  servizi di alloggio e ristorazione (Sezione I)

●  editoria, media e contenuti (Sezione J)

●  telecomunicazioni, informatica e servizi d’informazione (Sezione K)

●  attività immobiliari (Sezione M)

●  attività professionali, scientifiche e tecniche (Sezione N)

●  servizi amministrativi e di supporto (Sezione O)

●  istruzione e formazione (Sezione Q)

●  sanità e assistenza sociale (Sezione R)

●  attività artistiche, sportive e di intrattenimento (Sezione S)

●  altre attività di servizi (Sezione T)

Sono escluse le imprese operanti nelle Sezioni della Classificazione ATECO non incluse nell’elenco e quelle che rientrano nella definizione di impresa in difficoltà.

Quali progetti finanzia il Fondo Starter

Il Fondo Starter Emilia-Romagna 2026 finanzia programmi di investimento finalizzati alla crescita dell’impresa.

Progetti finanziabili

●  innovazione produttiva e di servizio: investimenti finalizzati a migliorare processi aziendali, efficienza operativa, qualità dell’offerta e capacità competitiva dell’impresa.

●  sviluppo organizzativo: interventi per ottimizzare la struttura interna, i flussi di lavoro, i metodi di gestione e l’organizzazione delle risorse.

●  miglioramento e messa a punto di prodotti e servizi: attività rivolte ad affinare, testare o completare soluzioni già sviluppate, in vista della loro commercializzazione o del loro consolidamento sul mercato.

●  introduzione di strumenti ICT avanzati: adozione di tecnologie digitali per migliorare gestione, controllo, produttività, comunicazione e integrazione dei processi aziendali.

●  acquisto di software personalizzati e tecnologie per la manifattura digitale: investimenti in soluzioni innovative, automazione, digitalizzazione e strumenti evoluti a supporto della produzione e dei servizi.

●  percorsi di sviluppo in rete: iniziative realizzate anche in collaborazione con altri soggetti, con particolare attenzione ai settori strategici individuati dalla Smart Specialisation Strategy (S3) 2021-2027 della Regione Emilia-Romagna.

Questa impostazione rende il fondo molto interessante per startup, imprese innovative e nuove attività che vogliono strutturarsi in modo competitivo fin dalle prime fasi.

Spese ammissibili del Fondo Starter

Le spese ammissibili del Fondo Starter coprono un perimetro piuttosto ampio. Possono rientrare nel progetto, ad esempio, gli interventi su immobili strumentali, l’acquisto di macchinari, attrezzature, arredi, hardware e software, ma anche brevetti, licenze, marchi, avviamento, fiere, promozione e consulenze specialistiche.

La misura considera inoltre alcune voci molto rilevanti per le nuove imprese, come il personale dedicato al progetto, i materiali e le scorte, la locazione dei locali e le spese per la documentazione tecnica necessaria alla presentazione e alla rendicontazione della domanda di agevolazione.

Va però tenuto presente un vincolo importante: le spese relative a consulenze, personale, materiali e scorte, affitto e documentazione tecnica non possono superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto. Inoltre, i documenti di spesa devono avere data successiva alla presentazione della domanda.

Per questo motivo, quando si lavora alla candidatura, non basta capire quali costi sono teoricamente ammissibili: bisogna anche costruire il piano in modo coerente e sostenibile.

Principali spese ammissibili

●  acquisto e ristrutturazione di immobili destinati alle attività di impresa

●  macchinari, attrezzature, hardware, software e arredi strettamente funzionali all’attività

●  brevetti, licenze, marchi e avviamento

●  partecipazione a fiere e iniziative promozionali

●  consulenze tecniche e specialistiche

●  spese di personale dedicato al progetto

●  materiali e scorte

●  canoni di locazione dei locali in cui si svolge l’attività

●  costi per la predisposizione della documentazione tecnica di domanda e rendicontazione

Le spese devono essere coerenti con il progetto presentato e risultare successive alla data di presentazione della domanda. 

Importi finanziabili e condizioni del prestito

Uno dei punti di forza del Fondo Starter è la possibilità di finanziare fino al 100% del progetto presentato.

Le condizioni previste sono:

Importi e durata del finanziamento

→ importo minimo dell’investimento: 20.000 euro

→ importo massimo dell’investimento: 500.000 euro

→ durata del finanziamento: da 18 a 96 mesi

→ preammortamento: fino a 18 mesi

Il finanziamento è composto da:

●  75% di finanziamento pubblico a tasso ZERO

●  25% di finanziamento bancario al tasso Euribor 6 mesi mmp con spread massimo del 4,99% da sottoscrivere presso uno degli
istituti di credito convenzionati.

Per le imprese femminili, la quota pubblica sale all’80%, con un miglioramento ulteriore delle condizioni complessive.

Quando presentare domanda

Le domande possono essere presentate dalle ore 11:00 del 15 aprile 2026 fino alle ore 12:00 del 29 maggio 2026, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili, che comporterebbe una chiusura dello sportello prima della scadenza.

Per questo motivo è consigliabile muoversi con anticipo, soprattutto per predisporre correttamente il business plan, acquisire la delibera bancaria e verificare la coerenza delle spese con i criteri del bando.

Fondo Starter in sintesi

Fondo Starter Emilia-Romagna 2026 per nuove imprese

Come si presenta la domanda

La procedura di presentazione è interamente online. 

All’atto della presentazione della domanda di finanziamento, saranno richiesti i seguenti documenti:

     ●   business plan

     ●   delibera bancaria

     ●   visura camerale aggiornata (da non oltre 6 mesi)

     ●   preventivi di spesa

     ●   documento di identità del firmatario

     ●   documentazione contabile e fiscale dell’impresa

     ●   eventuale documentazione dei garanti

     ●   modulistica DNSH

     ●   dichiarazioni relative a dimensione d’impresa, aiuti di Stato e affidamenti bancari

La fase istruttoria richiede attenzione, coerenza documentale e una corretta impostazione economico-finanziaria del progetto.

Errori o incongruenze possono rallentare l’iter o compromettere l’accesso all’agevolazione.

Attenzione alla firma digitale: i documenti devono essere firmati digitalmente dal Legale Rappresentante.
Verificare qualche giorno prima dell’invio della domanda, che la firma digitale sia attiva e che funzioni correttamente.

Perché il Fondo Starter è un’opportunità concreta

Tra i principali incentivi per le imprese in Emilia-Romagna, il Fondo Starter si distingue per tre motivi:

1.   consente di finanziare il 100% dell’investimento;

2.  offre una quota rilevante di risorse a tasso zero;

3.  sostiene progetti di innovazione e sviluppo anche nelle fasi iniziali di vita dell’impresa.

 

Per startup e nuove imprese, significa poter investire con maggiore forza su attrezzature, tecnologie, organizzazione, promozione e crescita commerciale, riducendo l’impatto finanziario iniziale.

Iter di accesso al Fondo Starter

Finanziamenti agevolati Emilia-Romagna per startup

 

Errori da evitare prima di presentare domanda

Quando si partecipa a un bando o a un’iniziativa di finanza agevolata, l’errore è sempre dietro l’angolo: basta una svista per compromettere l’esito della domanda. Per questo è fondamentale prestare attenzione ad alcuni aspetti chiave.
Nel caso del Fondo Starter Emilia-Romagna, è importante evitare alcuni errori ricorrenti:

presentare spese non coerenti con il progetto

non verificare in anticipo il codice ATECO ammesso

sottovalutare la qualità del business plan

caricare documenti incompleti o non aggiornati

non coordinare correttamente impresa, banca e gestore

avviare spese prima della presentazione della domanda

Una preparazione accurata può fare la differenza sia nella fase di ammissione sia nella successiva gestione della rendicontazione.

Come possiamo supportarti

Per molte imprese, il vero nodo non è solo trovare il bando giusto per finanziare un progetto di sviluppo, ma capire nel dettaglio quali sono i requisiti, come strutturare il progetto e quali documenti predisporre per aumentare le possibilità di successo.

In ATF Studio supportiamo le imprese nella gestione delle opportunità di finanza agevolata, con un affiancamento operativo che include:

  • ✅ la verifica preliminare di ammissibilità
  • ✅ l’analisi del progetto di investimento che si vuole realizzare
  • ✅ il controllo delle spese ammissibili e la gestione dei preventivi
  • ✅ la redazione del business plan
  • ✅ predisposizione della documentazione richiesta dal bando
  • ✅ affiancamento nella presentazione della domanda

Contattaci per valutare il tuo progetto

Se vuoi capire se la tua impresa può accedere al Fondo Starter Emilia Romagna 2026 e vuoi impostare correttamente la domanda, è importante muoversi con anticipo rispetto all’apertura dello sportello.

In ATF Studio possiamo aiutarti a verificare i requisiti, impostare il progetto in modo coerente con il bando e preparare tutta la documentazione necessaria per la candidatura.

Contattaci per richiedere una prima valutazione del tuo progetto

 

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Possiamo aiutarti a valutare requisiti, spese finanziabili e documentazione da predisporre per il Fondo Starter Emilia-Romagna 2026.

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