Assicurazione contro le catastrofi naturali e bandi pubblici: il nuovo obbligo per le imprese
Fino a qualche anno fa, l’idea di una alluvione o di un terremoto era percepita, da cittadini e imprenditori, come una tragica fatalità, un evento raro che avrebbe immediatamente azionato la macchina dello Stato.
Per questo motivo, l’assicurazione contro le catastrofi naturali era ritenuta una scelta accessoria, se non addirittura un costo evitabile.
Oggi la realtà ci racconta una storia diversa.
Il 2025 si è chiuso come uno degli anni più difficili per il territorio italiano, confermando un trend preoccupante.
Secondo l’ultimo report dell’Osservatorio Città Clima di Legambiente, (https://cittaclima.it/ ) nell’ultimo anno gli eventi meteo estremi in Italia sono aumentati del 5,9%, superando la soglia dei 370 fenomeni gravi tra alluvioni, trombe d’aria e grandinate distruttive.
I disastri ambientali, non sono più episodi isolati, ma una eventualità che mette in ginocchio interi distretti produttivi, oltre che famiglie e servizi pubblici.
E con l’aumento dei fenomeni estremi, la protezione del patrimonio aziendale è diventata un obbligo di legge.
Ma c’è di più.
Senza una polizza assicurativa attiva, le imprese rischiano di rimanere escluse da sussidi, anche post calamità.
Perché l’assicurazione catastrofi naturali è legata ai bandi pubblici?
L’obbligo di polizza assicurativa per le imprese, a copertura di eventuali danni dovuti a eventi calamitosi, è stato introdotto nella Legge di Bilancio 2024 ed è entrato in vigore, a scaglioni, da Giugno 2025.
Nel Decreto attuativo N. 18 del 30 gennaio 2025 il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero delle imprese e del made in Italy, hanno stabilito un nesso inscindibile fra protezione assicurativa e sostegno statale.
Esclusione dai bandi: l’assenza di una copertura per catastrofi e calamità naturali, preclude la partecipazione a bandi pubblici e la richiesta di agevolazioni finanziarie.
Stop ad aiuti post-calamità: in caso di evento catastrofale, le imprese non assicurate non avranno più diritto a contributi pubblici di riparazione.
Chi ha l’obbligo di assicurarsi contro le catastrofi naturali?
L’obbligo riguarda tutte le imprese registrate al Registro delle Imprese, con sede sul territorio italiano o con sede all’estero, ma con una organizzazione stabile in Italia.
Restano escluse dall’obbligo le aziende agricole che esercitano attività di coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e le attività connesse alle imprese agricole.
Beni da assicurare
La legge impone la copertura per danni a:
1. Fabbricati e immobili (sedi legali, uffici, magazzini, stabilimenti produttivi)
2. Impianti e macchinari industriali
3. Attrezzature commerciali e industriali
I beni devono essere coperti da assicurazione anche se non sono di proprietà dell’impresa, a meno che non siano già coperti da una polizza assicurativa stipulata da terzi.
Caso: Le imprese che operano in affitto con contratto regolarmente registrato, non sono tenute a sottoscrivere una assicurazione per l’immobile solo nel caso in cui il locatore ha già stipulato una polizza a copertura dei danni da catastrofi naturali. Se la proprietà ha già garantito il fabbricato contro i rischi catastrofali, l’impresa inquilina non è tenuta a una duplicazione della copertura sull’immobile.
I rischi minimi da includere nella copertura assicurativa sono: sismi, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni.
Scadenze per mettersi in regola
- 30 giugno 2025: imprese di grandi dimensioni
- 02 ottobre 2025: imprese di medie dimensioni
- 01 gennaio 2026: piccole e micro imprese
- Proroga al 31 marzo 2026: solo per le micro e piccole imprese di somministrazione alimenti e bevande

Le imprese di classificano in micro, piccole, medie e grandi in base al numero di dipendenti e al fatturato annuo oppure in base a numero di dipendenti e totale di bilancio:
Microimprese
– numero medio di dipendenti fino a 10
– ricavi netti fino a 900.000€
Piccole imprese
– Numero medio di dipendenti, fino a 50
– Ricavi netti fino a 10 milioni di Euro
Medie Imprese
– Numero medio di dipendenti, fino a 250
– Ricavi netti fino a 50 milioni di Euro
Grandi imprese
– Numero medio di dipendenti, oltre i 250
– Ricavi netti oltre i 50 milioni di Euro

Le sanzioni per chi non si adegua
Non esistono multe dirette, ma una sanzione indiretta molto più pesante.
Non adempiere all’obbligo di assicurazione esclude le imprese dalla partecipazione a bandi pubblici per l’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie.
Inoltre, in caso di eventi calamitosi, le imprese che non hanno sottoscritto polizze catastrofali, non possono accedere agli aiuti pubblici messi a disposizione per la ripartenza.
Le compagnie assicurative che rifiutano di stipulare le polizze CAT-NAT rischiano invece sanzioni dirette dall’IVASS (l’Istituto per la vigilanza sulle Assicurazioni) da 200.000 a 1.000.000 di euro, garantendo così alle imprese il diritto alla copertura.
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